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"Donne libere in territorio sicuro": l'analisi di Lalla Enea (PD) |
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Scritto da Administrator
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Sunday 07 February 2010 |
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Il 29 Gennaio il circolo territoriale del Partito Democratico di Cerveteri, sempre attento ai temi del sociale, ha promosso con il patrocinio del Comune di Cerveteri un dibattito sul tema della violenza sulle donne. Hanno partecipato al tavolo dei relatori: Francesca Cennerilli ( assessore politiche sociali comune di Cerveteri ), Silvia Franzé (vice questore), Margherita Pinto (sostituto procuratore), Luisa Laurelli (consigliere regionale PD e presidente commissione Lotta alle criminalità), tutte donne impegnate con la loro capacità e professionalità a combattere contro un argomento difficile, spinoso e scivoloso come la violenza sulle donne. E’ solo nel 1996, dopo un ventennio di dure lotte politiche e culturali, che viene riconosciuta la violenza sessuale come un reato contro la persona e non piu’ come generico reato contro la morale. Fino al 1996 la violenza sessuale veniva punita solo dopo querela della parte offesa, e non é difficile immaginare come molti reati siano rimasti impuniti. Le donne ‘ si vergognavano’ di denunciare la violenza subita perché, nel migliore dei casi, erano costrette a subire una ulteriore violenza da parte delle istituzioni. Le figure che raccoglievano le denunce erano in gran parte uomini, che formulavano domande spesso oltraggiose per la dignità della parte offesa, come ci ha ricordato Saviana Staffi che ha aperto il dibattito recitando STUPRO di Franca Rame. Arrivate in tribunale lo scenario non migliorava, la morale comune vuole, o voleva, che la donna con il suo comportamento, con il suo modo di essere o di vestire, fosse responsabile della violenza : la situazione veniva spesso ribaltata ed a subire il processo diventava lei. Se non ci fossero state le battaglie civili e politiche, oggi non esisterebbe la legge sulla violenza sessuale, non é molto tempo che siamo diventati un Paese piu’ civile dal punto di vista della tutela legale delle donne offese sessualmente. La situazione é, o inizia ad essere, diversa. La polizia di stato non fa piu’ domande imbarazzanti, al contrario la dignità morale della donna é tutelata. La denuncia viene raccolta in luogo riservato da personale con apposita formazione e alla presenza di una psicologa .Nel caso di violenza domestica é previsto l’allontanamento dalla casa familiare di chi compie l’abuso, anche nel caso di convivenza di fatto. Il giudice puo’ sollecitare, in modo rapido, l’intervento dei servizi sociali e imporre all’imputato il pagamento di un assegno per il mantenimento del familiare offeso. Nonostante la parità di genere venga sancita sia dalla Costituzione, che pone importanti punti di riferimento per lo sviluppo della normativa nell’ambito del rispetto della dignità fisica e morale della donna, sia dalla religione, che attesta l’ugualianza di genere ed il valore spirituale della donna, la strada per arrivare ad un riconosciuto e affermato diritto alla parità di genere é ancora lunga. Nelle istituzioni e nei posti dove si prendono decisioni importanti, sia nel campo della politica che della economia e quant’altro, la donna é pressoché inesistente. La consigliera regionale Luisa Laurelli ha chiesto alla futura Governatrice del Lazio, Polverini o Bonino che sia, un impegno preciso in favore delle donne sia impegnandole in importanti incarichi nell’amministrazione regionale, sia promuovendo progetti finalizzati alla diversità di genere. Anche il nostro Comune, come ci hanno detto l’assessore Cennerilli e l’assessore alla scuola Zito, in collaborozione con le istituzioni scolastiche ha promosso progetti finalizzati contro la violenza di genere. Molte cose si stanno facendo, alcune buone altre perfettibili, le istituzioni e le associazioni che si occupano di diritti civili si stanno mobilitando, ma l’ultima parola spetta a noi. Nessuno ci puo’ togliere la dignità impunemente....! Chiunque ci usa violenza fisica o morale, chiunque esso sia va denunciato e perseguito. Lalla Enea
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