|
Quelli passati sono stati giorni difficili per la democrazia italiana e la restante campagna elettorale per le elezioni regionali si preannuncia ancora più infuocata e avvelenata. Dopo l’esclusione della lista elettorale del PDL della circoscrizione di Roma e provincia dovuta al fatto che essa non è stata presentata nei termini stabiliti dalla legge riguardante i procedimenti elettorali, l’opinione pubblica e la politica si sono divisi tra chi sosteneva che si dovesse trovare una soluzione politica per permettere la presenza sulle schede di uno dei maggiori Partiti italiani e chi invece, come me, pensava e pensa che se c’è una legge che prevede determinati obblighi, questi ultimi devono essere rispettati, qualsiasi Partito si trovi incagliato in tale situazione. Poi è arrivato il decreto legge interpretativo emanato dal Governo, il c.d. decreto "salva-liste", con il quale in pratica si cambiano le regole del gioco a partita già iniziata con in più praticamente un effetto retroattivo: è come se un arbitro di calcio a metà partita decidesse che da quel momento in poi i calci di rigore si concedono anche per i falli a metà campo e concedesse in più tali rigori per falli fuori area commessi magari nel primo tempo della partita!!! Certamente non è un decreto ingiuntivo avente forza di legge, e per questo motivo il Capo dello Stato lo ha controfirmato non rilevando una evidente incostituzionalità, bensì interpretativo e quindi il TAR del Lazio potrebbe anche non tenerne conto e quindi confermare la decisione della Commissione elettorale centrale e della Corte d’Appello di Roma: comunque l’atto in sé se forse non uccide la democrazia sicuramente crea un vulnus che distrugge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, quei cittadini, di sinistra ma anche e soprattutto di destra, che ogni giorno devono rispettare obblighi impartiti dalle più diverse leggi ma che poi vedono determinati Partiti sbagliare e autoassolversi!!! Negli ultimi sei anni ho fatto parte, come membro di nomina politica, della Commissione Elettorale Circondariale di Civitavecchia e in questi anni ho affrontato diverse situazioni in cui siamo stati costretti (e vi assicuro mai a cuor leggero) ad applicare la legge sui procedimenti elettorali ricusando liste e singoli candidati (anche della mia stessa parte politica!!!), con tutte decisioni legittime che sono state successivamente confermate dai diversi gradi della giustizia amministrativa. Ebbene, in queste ore cruciali per la democrazia italiana ho riflettuto parecchio sul significato della mia eventuale permanenza all’interno della Commissione Elettorale Circondariale visto che la mia scala di valori basata sulla legalità e sul rispetto delle norme è stata completamente squassata dalla decisione dell’altra sera del Consiglio dei ministri. In questi giorni più volte ho pensato di presentare le mie dimissioni da tale incarico ma poi, pensandoci bene, ho capito che probabilmente tale atto, che potrebbe essere considerato una sorta di "Aventino", probabilmente sarebbe stato completamente inutile se non dannoso: quindi penso che la reazione più giusta sia quella di una sempre più attiva militanza civile e politica, anche attraverso la mia permanenza in una Commissione Elettorale Circondariale che deve continuare a rappresentare un baluardo di democrazia e di legalità per quanto concerne i procedimenti elettorali!!!
Dott. Andrea Zonetti (Consigliere comunale PD di Ladispoli e membro Commissione Elettorale Circondariale di Civitavecchia)
|