Juri Marini, PD Cerveteri: “Nessuna speranza senza un serio salto di qualita’” PDF Stampa E-mail
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Tuesday 09 March 2010

Active ImageIl Consiglio comunale di giovedì 4 marzo ha segnato probabilmente uno spartiacque importante con gli schemi del passato. Nel corso della convulsa giornata si è assistito ad un duplice colpo di scena, del tutto inatteso, utile solo a smontare le poche certezze che i più attenti osservatori pensavano di aver raggiunto in questi due anni di governo Ciogli. Partiamo dai fatti. I primi argomenti in discussione sono state le osservazioni alla cosiddetta sanatoria di Furbara. Una serie di elementi puntuali che mettevano in evidenza le molteplici illegittimità di quella operazione urbanistica, imposta col ricatto della scuola delle Due Casette. Nel Consiglio precedente, proprio su questo punto, era venuto a mancare il numero legale, evidenziando con ciò il carattere politico della votazione: senza la possibilità di garantire i numeri necessari per poter sostenere le proprie "forzature", il Sindaco Ciogli e il Presidente Ramazzotti sembravano messi alle corde. C’erano quindi almeno due ragioni per fare giustizia della "grave ferita" al territorio (come da più parti è stata definita) prodotta da quella sanatoria: una di carattere politico, per la debolezza della maggioranza, e una di contenuto, rappresentata dai rilievi puntuali sulle diverse forme di illegittimità. Inoltre, la maggioranza a undici del Sindaco (9 + 2 voti di Ramazzotti) doveva fare a meno di due consiglieri per incompatibilità con il punto in discussione. Esito scontato? Neanche per sogno. La proposta del Sindaco di rigettare le osservazioni è passata addirittura a larga maggioranza: 9 voti favorevoli (il Sindaco 1, Governo Civico 3, Gruppo Misto - ex PD 3, Sinistra Arcobaleno 1, Lista Ramazzotti 1); 6 voti contrari (Pdl 5, Juri Marini PD 1); e 3 astenuti (il resto del Gruppo PD 3). Un membro della Pdl, il Consigliere Biagio Ricco, è uscito dall'aula (con dichiarazione a dir poco imbarazzante), ma il dato è così privo di spessore politico da non meritare ulteriori considerazioni. Politicamente più importante, piuttosto, appare il fatto che, se tutto il Gruppo PD avesse votato compattamente e conseguentemente alle proprie posizioni, la proposta del Sindaco di rigettare le osservazioni non sarebbe passata. Difficile comprendere le ragioni di questo atteggiamento: forse solo un tentativo di non esasperare i toni in tempi di campagna elettorale, seppure si fatica a comprendere cosa c’entrino le elezioni regionali con una sanatoria illegittima. Il secondo colpo di scena si è consumato dopo la pausa del 21:00. All’appello del Segretario mancava quasi tutta la maggioranza. Eppure, rimanevano ancora due punti per completare l’ordine del giorno: l’elezione dei Revisori dei Conti e il modello di gestione della Zona Artigianale, già messa in discussione nei giorni precedenti da un articolo del sottoscritto e da un comunicato del CNA, entrambi fortemente critici sulla soluzione imposta dal Sindaco e non discussa con nessuno, tantomeno con la categoria interessata. Argomenti importanti dunque, che hanno creato una frattura nella "granitica" squadra del Sindaco. Voci di corridoio hanno riportato di un'accesa discussione condotta dai consiglieri di Governo Civico, probabilmente perché in disaccordo sia sui nominativi da votare per i Revisori dei Conti, sia sulla imposizione poco chiara e poco trasparente circa la gestione della Zona Artigianale. Risultato: il Sindaco è sceso in aula, ha chiesto scusa a tutti ed ha ritirato entrambi i punti. Ora, le chiavi di lettura possono essere molteplici, ma i dati di fatto sono piuttosto chiari: l'opposizione appare fragile, divisa e confusa, con elementi fin troppo sensibili a "ragioni esterne" al Consiglio comunale e davvero "poco comprensibili"; le posizioni critiche, quando smettono di essere tali, perdono di significato; dall’altra parte, invece, l'atmosfera all'interno della maggioranza non sembra più esser tutta rosa e fiori e, seppure senza clamore, le continue imposizioni e le palesi contraddizioni hanno prodotto, per la prima volta, una contrapposizione al Sindaco "padrone", costringendolo a ritirare i punti che aveva cercato di imporre. Le riflessioni di merito sono lasciate alle sensibilità di ognuno, seppure il quadro appaia comunque piuttosto avvilente, per nulla chiaro e addirittura suscettibile di ulteriori modificazioni: nuovi allargamenti di maggioranza, nuove posizioni critiche o repentini rientri agli ordini nei rispettivi ranghi. Tutto diventa possibile quando vengono a mancare coerenza, chiarezza e punti di riferimento, e quando anche le posizioni di principio vengono tanto facilmente sacrificate a sterili e incomprensibili ragioni tattiche. Immaginare di costruire qualcosa di buono in una situazione del genere è davvero arduo: senza un salto di qualità della classe politica, Cerveteri rischia di continuare a rimanere impanata nel suo atavico e odioso immobilismo.

Juri Marini
Consigliere comunale PD
www.jurimarini.it

 
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