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Archeologia subacquea a Santa Marinella: al via il progetto “Castrum Novum” |
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Scritto da Administrator
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Wednesday 21 July 2010 |
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Sono iniziate da alcuni giorni le ricerche nell’area dell’antica colonia romana di Castrum Novum posta al km 65,00 della via Aurelia nel comune di Santa Marinella nei pressi di Capo Linaro da parte degli archeologi del Centro Studi Marittimi del GATC e del "Museo del Mare e della Navigazione Antica", coordinati dal direttore del museo, dott. Flavio Enei, e dai Dott,ri Stefano Giorgi e Marco Fatucci, Fabio Papi e Mauro Giorgi del C.S.M. Le immersioni preliminari, auspicate da molti decenni, sono rivolte allo studio dei numerosi resti archeologici subacquei e alla definizione dei livelli marini succedutesi nel corso dei millenni. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di ricerca sull’innalzamento del livello marino nel litorale nord di Roma, da tempo portato avanti dal museo in collaborazione con l’ENEA e l’università di Genova. Le ricerche su Castrum Novum culmineranno nel mese di Settembre prossimo con una vera e propria campagna di "studi sul campo" condotta con la supervisione della Dott.ssa Flavia Trucco della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale insieme a tre prestigiose università francesi come l’Université de Picardie di Amiens, l’Ecole Normale Sùperieurs di Paris e Universitè de Lille III. Le finalità dell’operazione che vedrà protagonisti archeologi italiani e francesi impegnati in mare e sulla terraferma, possono quindi essere riassunte in tre semplici punti: a) individuazione delle evidenze archeologiche dell’area marina antistante la colonia anche in considerazione della continua evoluzione del fondale marino conseguente allo spostamento e ricollocazione di cumuli di matta costituita da alghe , sabbia e vari inerti; b) ricostruzione della linea di costa in epoca etrusca e poi romana per la localizzazione del porto dell’insediamento; c) comprensione della funzione, della natura e dell’esatta cronologia delle opere esistenti a partire dalla linea di costa. In particolare si potrebbe svelare la ben nota teoria secondo la quale il toponimo Lunare (Linaro) sia dovuto alla presenza di una baia a forma di luna nelle adiacenze della colonia collocabile attualmente davanti alla foce del Fosso delle Guardiole, dove la profondità dell’acqua aumenta in modo deciso fino alla batimetrica dei -5/-7 m., e dove potrebbe collocarsi un sicuro porto capace di ospitare in epoca romana un discreto numero d’imbarcazioni. L’esistenza del porto è anche suggerita dalla presenza nel presunto bacino di molti accumuli di materiale ceramico in frammenti che aiuteranno i ricercatori a definire con precisione l’arco cronologico di frequentazione dell’approdo.
Stefano Giorgi, Fabio Papi, Marco Fatucci (Centro Studi Marittimi del GATC)
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