Global Strike for Climate

Le aziende italiane prendono le distanze dalla mobilitazione indetta da “Youth for Climate” ed esprimono preoccupazione per una campagna che promuove sì una mobilitazione senza precedenti ma con l’obiettivo di proclamare uno sciopero generale ad oltranza dal 27 settembre 2019 e quindi un’immobilità che potrebbe inasprire il contrasto tra posizioni differenti.

Mobilitarsi per porre al centro dell’attenzione globale il Climate Change è cosa importante, anche attraverso giornate simboliche e con il coinvolgimento della società tutta, civile e produttiva. Ma pensare di aiutare un fenomeno di cambiamento economico e culturale inasprendolo su posizioni di forte contrapposizione, come uno sciopero generale globale ripetuto o addirittura ad oltranza, come si legge sul sito di Earth Strike Italia, significa trasformare ciò che dovrebbe essere fatto per il futuro del Pianeta in una lotta alla ricerca di vincitori e vinti e nessuna sintesi o progresso sarà possibile. Questa è la posizione delle digital startup italiane e a farsene portavoce è Giorgio Mottironi, fondatore di BAngel (www.bangel.it), specializzata in analisi di mercato, business strategy e networking

Secondo quanto ha potuto osservare Mottironi non solo le digital startup, ma anche la stragrande maggioranza delle aziende sono contro il Global Strike for Climate, semplicemente perché è impensabile che la soluzione sia cercare di fermare il mondo produttivo quando si dovrebbe invece agire per spingerlo nella direzione della transizione energetica dei sistemi produttivi, come ad esempio molte startup e aziende Italiane stanno facendo tutti i giorni.

L’Italia si conferma leader nello sviluppo di soluzioni e tecnologie che possono contribuire a salvare il Pianeta, ed oggi per chiudere il cerchio e creare una vero “positive momentum” verso la sostenibilità ambientale dei modelli economici e produttivi, vi era bisogno di creare un luogo di incontro tra chi deve mettere in atto i progetti e chi può sostenerli traendone immediatamente pieni benefici, anche monetari, con il supporto, la trasparenza e la velocità delle nuove tecnologie digital e fintech – dichiara ad esempio Niccolò Sovico, ceo di Ener2Crowd.

In prima linea per permettere al crowd ed alle aziende di incontrarsi sul percorso del cambiamento verso modelli economici eco-sostenibili e più energeticamente efficienti, Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma di lending crowdfunding dedicata agli investimenti in questo settore, è la startup italiana che rivoluzionerà il modo di comprendere, proporre e gestire i temi del climate change.

Ener2Crowd è la risposta concreta di quel mondo digital che troppo spesso viene visto lontano dai problemi della realtà quotidiana. Creare, ideare, innovare per plasmare un futuro sempre più vivibile e sostenibile: lo scopo è quello di offrire al mercato uno strumento che possa aiutare le generazioni future a preservare il pianeta – spiega Giorgio Mottironi.

Le tecnologie digital sono la vera possibilità per le generazioni future di intervenire nei processi decisionali semplicemente perché danno più potere a chi deve vivere su questo Pianeta.

Con Ener2Crowd saremo in grado di dare voce e capacità di scelta a milioni di persone che potranno appassionarsi, giudicare attraverso le loro scelte, contribuire attivamente ad una trasformazione dei cui benefici dovrebbe essere i primi destinatari, dato che in parte già la pagano attraverso i sistemi incentivanti. I dati delle survey più recenti confermano che il 30% dei millenials ed il 27% dei gen-X si aspettano di ricevere dal mondo digital opportunità di investire, risparmiare, donare e -se a questo si unisce il fatto che il 100% di noi merita un pianeta ed un futuro migliore- si capisce perché ogni giorno lavoriamo in Ener2Crowd – spiega Niccolò Sovico.

Il mondo digital e dell’innovazione delle startup può essere la dimensione giusta per trasformare mobilitazioni con derive politiche esacerbanti in una gentile ribellione verso un sistema economico spesso troppo sordo e poi in una rivoluzione culturale dei modi, delle intese e delle aspettative.

Se il mercato dell’efficienza energetica e delle rinnovabili vale in totale 9,2 miliardi di euro solo in Italia nel 2017 (elaborazione elaborazione BAngels P&A su dati Energy Efficiency Report 2018, Energy&Strategy, Politecnico di Milano, Clean Energy Investment Trends 2017 e Bloomberg) è perché può generare altrettanti profitti ed opportunità economiche che possono essere aperte al crowd ed in cui il crowd può mobilitarsi per ottenere risultati concreti, scegliendo le aziende, orientandole e premiandole.

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